Frana valle Serina: la montagna abbandonata a sé stessa

mercoledì 19 novembre 2014 11:57 / Serina e dintorni
Mentre aspettiamo il progetto esecutivo da parte della provincia in arrivo a fine mese, propongo un commento in merito al progetto preliminare presentato dai sindaci in conferenza stampa il 24 ottobre,[...]

Mentre aspettiamo il progetto esecutivo da parte della provincia in arrivo a fine mese, propongo un commento in merito al progetto preliminare presentato dai sindaci in conferenza stampa il 24 ottobre, entrando nei particolari del progetto e facendo infine alcune considerazioni generali.

Il documento da cui parto è la relazione generale che il geologo e l'ingegnere hanno redatto e allegato al progetto preliminare. In sostanza il progetto preliminare si caratterizza per la traslazione di circa 3 m della sede stradale all'interno della roccia, come negli orridi di Bracca. Difatti le simulazioni di eventuali cadute dei massi vedono come punto finale il torrente e non più la strada, almeno nella maggior parte dei casi. Inoltre si applicheranno barriere paramassi e interventi a parete, come disgaggi, imbragature e reti di contenimento.

E fin qui sembra nulla di nuovo rispetto a quanto detto e dichiarato finora. Tuttavia andando a spulciare bene il quadro complessivo degli interventi, compare che in realtà non ci sarà nessuna bonifica massiva della parete rocciosa. I metri cubi soggetti a una demolizione con esplosivo sarebbero solamente 980 mentre il disgaggio senza uso dell'esplosivo ammonta a 3015. Per fare un paragone per capire di cosa stiamo parlando, il solo Gendarme conta 16.000 metri cubi e si pensava di demolire questo più almeno altri 4 punti critici di minori dimensioni.Il perché non si proceda con ulteriori demolizioni è presto detto. Oltre al fatto che c'è incertezza rispetto all'esito positivo di tali interventi e al relativo grado di sicurezza finale ( potrebbero formarsi nuove situazioni di instabilità), rimane il fatto che sono parecchio onerosi e 'lenti'.

Fin qui gli interventi. Di seguito alcune considerazioni.

Dall'ipotesi che per mesi ci siamo sentiti dire e ridire che ci voleva tempo per progettare un intervento così complesso, alla fine il risultato è piuttosto scarno. Ritengo che i due professionisti abbiano fatto un buon lavoro e corretto e preso in considerazione tutti i possibili interventi. Tuttavia allo stesso tempo hanno dovuto eliminare e prendere in considerazione solo quegli interventi che potevano rientrare nel quadro economico.Il piano preliminare risulta così ancora inficiato una volta, come più volte ribadito, dalla ricerca dei fondi prima di avere idea di come intervenire sul fronte franoso. Così gli interventi sono frutto dei soldi disponibili e non delle effettive esigenze di intervento. Tanto che nella relazione si leggono di ipotesi alternative che potrebbero essere prese in considerazione ma potrebbero essere più onerose.

La questione che mi pare inaccettabile è che per mesi si sono avuti ritardi (da dicembre a giugno)perché il sindaco di Serina non ha saputo come darsi priorità nell'arginare l'emergenza, cercando prima i soldi anziché stendere il progetto. Quando poi i soldi sono arrivati da regione Lombardia, da Maroni, i soldi sono stati alla fine 1 milione e 200 mila. Se ne erano promessi almeno 1 milione e 800 mila dalla regione. Ne mancano all'appello 600.000!!

Oltre a ciò vale la pena fare dei paragoni, non tanto per fare una guerra fra i poveri ma vedere come stanno le cose. Riguardo la frana di Ponte Giurino, caduta il 2 febbraio, 6 giorni dopo c'erano tutti i risultati geologici, il 21 febbraio è stata riaperta e si sono investiti almeno 240.000 euro. Beninteso che tale frana per tipologia era un intervento molto più facile e diverso da quello della valle Serina.

I lavori all'orrido di Bracca della seconda galleria artificiale nonché della raccolta e recapito al torrente delle acque di scorrimento superficiale emessa a sicurezza del versante previa opportuna bonifica hanno un importo complessivo di 567.756 euro.

La Green House a Zogno, edificio della cui utilità spero poi che qualcuno ce la verrà a spiegare, è costata 2 milioni e 156000 euro.

Credo che solo da questi tre esempi si possa ben capire che un milione e duecento mila euro siano davvero pochi per un intervento complesso e di messa in sicurezza di un tratto di strada così vasto e pericoloso che serve 3 paesi. Non sono briciole ma nemmeno chissà quale sforzo.

In conclusione vorrei ancora soffermarmi ancora sulla questione sicurezza. E' chiaro, come molte volte, ci siamo detti in questi mesi che una sicurezza al 100% sarebbe impossibile perché viviamo in montagna e un discreto rischio c'è sempre. I professionisti che hanno redatto il progetto preliminare sostengono che solo tramite  la costruzione di una galleria in naturale sarebbe possibile avere una sicurezza completa. Del resto, cito testualmente dalla relazione generale, ' in parte di tale settori ( della montagna) i volumi di ammasso roccioso potenzialmente coinvolgibili in fenomeni di crollo sono tali, che qualunque intervento di protezione passiva, anche impiegando le barriere di caratteristiche più elevate ad oggi disponibili, non sarebbe in grado di fermare volumi di tale entità'.

E ancora una volta ribadisco il concetto che avevo già espresso ad aprile, ovvero che occorra un discorso di verità. Riaprire la strada in breve tempo con i soldi che abbiamo e con una sicurezza elevata è impossibile. E la sicurezza che otterremo con questo progetto, che garantisce la riapertura in un tempo relativamente breve salvo complicazioni, non è sicuramente la sicurezza che avremmo potuto ottenere con più risorse, senza arrivare a pensare al progetto migliore della galleria. Questo sia chiaro, le risorse attuali, nonché la fretta generata da mesi persi, limitano notevolmente la possibilità di incidere sulla sicurezza, come emerge chiaramente dalla relazione.

Tuttavia rispetto ad aprile, dove il tema era che se si voleva la riapertura rapida della strada, bisognava accontentarsi sul lato della sicurezza, ora la situazione è diventata se i cittadini di Serina si accontentano di questa soluzione al ribasso. Penso che si sarebbe potuto ottenere notevolmente di più in termini di soldi e supporto nell'intervenire sull'emergenza. E se siamo arrivati a questo punto è perché in fondo Serina e la valle Serina conta poco o si muove male dove dovrebbe invece alzare la voce. Perché non mi si venga a parlare del disagio degli amministratori che scendono e salgono per la valle ( Fattori a Bergamo Tv) per cercare risorse perché se è questo il risultato, ne bastava uno di viaggio, visto che i fondi sono stati ottenuti anche perché il comitato e la gente di Serina ha messo alle strette i rappresentanti politici. Oppure che il ritardo è dovuto alla piena sicurezza degli interventi perché così non è. Si deve parlare chiaramente alla gente e non con mezze verità, visto che stiamo parlando della sicurezza di ciascun cittadino.

Concludo dicendo che  al posto di chi attualmente amministra, avrei puntato i piedi per ottenere altre risorse, o almeno quelle promesse, ovvero gli altri 600.000 dalla regione. E avrei approfondito per l'avvenire anche progetti che diano una sistemazione definitiva alla strada perché, speriamo di no, ma alla prossima frana siamo ancora da capo.

Non posso pensare che ancora una volta chi fa lo sforzo di vivere in montagna venga di nuovo abbandonato a sé stesso. Eppure facendo le somme di questa vicenda pare sia così.


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