Frana in val Serina: un discorso di realtà e di verità

sabato 12 aprile 2014 08:46 / Serina e dintorni
Questo post non riscuoterà molto successo. E'' un parere personale e non rispecchia né il parere di Futuro & Tradizione né il parere di altri gruppi che attualmente rappresento. Stamattina si è tenuta[...]

Questo post non riscuoterà molto successo. E' un parere personale e non rispecchia né il parere di Futuro & Tradizione né il parere di altri gruppi che attualmente rappresento. 

Stamattina si è tenuta dopo ben 4 mesi un'assemblea pubblica sulla frana che ha coinvolto la strada provinciale della valle Serina. Per essere molto sintetico, la regione tramite l'assessore Terzi ha assicurato che la regione stabilirà circa 2 milioni di euro per mettere in sicurezza la strada mentre la provincia per bocca dell'assessore Capetti fornirà i soldi per il rifacimento del ponte. Non esistono ad oggi progetti, nemmeno preliminari, ma solo una relazione geologica che ha individuato i tratti più pericolanti del costone roccioso che sovrasta la strada. I tempi previsti sono di circa 7-8 mesi se tutte le fasi, dal reperimento definitivo dei fondi all'appalto, avranno rapida esecuzione e non ci saranno intoppi.

La prima considerazione è che sono molto felice che la regione voglia metterci 2 milioni di euro,presi da un fondo che a livello regionale conta 6 milioni di euro. Questo fondo, destinato alle urgenze di tutta alla regione, verrà per un terzo destinato alla valle Serina. Per ora c'è solo la 'parola di Maroni' ma giovedì ci dovrebbe essere anche l'impegno con delibera di giunta. La domanda però che si dovrebbero fare in molti è: per far cosa? Già, perché ad oggi non c'è un progetto o una minima idea di quale sarà effettivamente l'importo finale dell'intervento. 

Il geologo nella sua relazione iniziale ha illustrato che esistono almeno 4 situazioni gravi di interi costoni di roccia per migliaia di metri cubi di materiale da far saltare e far cadere a valle. Dopo tale intervento, con quali modalità è ancora da stabilirsi, bisognerà sistemare la strada che sarà notevolmente compromessa e l'alveo del torrente Serina. Tuttavia questa opera di messa in sicurezza con ogni probabilità causerà ulteriori situazioni di pericolo a monte poiché il terreno per sua natura si presenta frastagliato e intercorso da molti passaggi che si sono aperti nella roccia. Se si fa saltare la parte più esposta, la parte retrostante verrà a sua volta compromessa in qualche modo e con diversa intensità difficile da prevedere ora. Da alcune di queste infine percola acqua ad evidenziare la presenza di un percorso carsico.

Stante quindi questa situazione di fatto, a me ha fatto riflettere che la scelta sul tipo di intervento (sistemazione del materiale più pericolante e sistemazione ponte) sia stata dettata, come detto stamattina, sia dalla questione economica, visto che è l'intervento che costa meno, che dalla volontà di fare alla svelta, subitissimamente, la riapertura della strada. A mio parere così non va bene. Innanzitutto si è ragionato subito di soldi ma non di fattibilità dell'intervento.

Se per fare quello che si vuole fare occorrerà un altro milione, chi lo metterà? Si bloccheranno i lavori?

Se per caso dopo le prime sistemazioni emergono altre situazioni critiche, chi dirà che il livello di sicurezza ottenuto con i lavori fatti è sufficientemente adeguato a una strada di montagna oppure che è necessario intervenire ancora? Chi si prenderà l'onere di dire che è stato fatto il possibile e si può riaprire la strada?

Forse sarebbe stato meglio partire dal progetto che dai fondi. Ribadisco, ad oggi nessuno sa con certezza quali sono gli interventi da fare e che costo finale si avrà proprio perché per il tipo di intervento che per il tipo di terreno è difficile prevedere gli effetti di un disgaggio di materiale così ampio. Molto probabilmente la strada verrà riaperta con una certa dose di pericolo, quanta si vedrà. 

In conclusione però a me è rimasto qualcosa che tuttora mi ruga sullo stomaco e sulla coscienza. Stamattina è mancato un discorso di verità all'assemblea che mettesse i presenti di fronte a quanto si andrà incontro. Certo, riconosco che sarebbe stato difficile alzare la mano e davanti a una platea abbastanza arrabbiata dire che la fretta è una cattiva consigliera. Tuttavia un discorso di verità sarebbe stato onesto nei confronti dei valserinesi: 'se volete che la strada riapra velocemente, il progetto più fattibile è questo. Sappiate però che si avrà come nota dolente una sicurezza precaria di quel tratto a causa del terreno instabile.' Il rischio sarà più o meno alto a seconda di come andranno i lavori ma la sicurezza al 100% non si avrà e nemmeno probabilmente al 90 o 80%. Se i serinesi e gli altri abitanti sono d'accordo ad accettare questo rischio a fronte di una più celere apertura, niente da dire o eccepire. Ma dire che si riaprirà alla svelta la strada e si avrà piena sicurezza, o lasciarlo intendere, è falso e sbagliato perché non sarà così. Questa nota andava sottolineata e detta a chiare lettere perché soprattutto quando ci sono questi interventi che mettono in gioco la sicurezza degli abitanti l'onestà intellettuale e politica deve prevalere su quello che è la propaganda o la voglia di far vedere che si sta facendo.

So che molti diranno che in una strada di montagna un sasso può sempre cadere, alcuni mi hanno detto addirittura che qualche disgrazia può succedere. L'importante è essere coscienti del rischio ed accettarlo in cambio della velocità di esecuzione. Per conto mio, avrei fatto questo discorso di verità alla popolazione. E magari sarei arrivato anche a dire che a fronte di una relazione geologica più approfondita, quella strada forse andrebbe chiusa perché manca del tutto una sicurezza di passaggio. Ovviamente, con dati alla mano più approfonditi di quelli che ad oggi si hanno. Una frase del genere stamattina avrebbe generato risse penso.

Rimane l'illusione di avere la moglie ubriaca e la botte piena, che per definizione, non esiste. Non sono un grande fan del progetto del tunnel, anzi penso che pure quello sia infattibile, ma qualcosa di alternativo si poteva magari iniziare a progettare. E poi banalmente sarei partito dal progetto anziché dal reperire subito fondi che forse non basteranno nemmeno.

Spero per tutta la valle ovviamente che le cose andranno nei migliori dei modi, con tempi rapidi e massima sicurezza. Lo auguro alla mia comunità e chiaramente anche a me. E ringrazio chi una mano ce l'ha data davvero e ce la sta dando.  



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