Europee: queste sconosciute.

lunedì 19 maggio 2014 09:20 / Politica ed economia
Poiché molti amici mi hanno chiesto non chi dovrebbero votare ma PER COSA si vota, ho deciso di fare una breve mappa di orientamento al voto. Partiamo dall''ABC (Link). Domenica, per chi non ha anche le[...]

Poiché molti amici mi hanno chiesto non chi dovrebbero votare ma PER COSA si vota, ho deciso di fare una breve mappa di orientamento al voto. Partiamo dall'ABC (Link). Domenica, per chi non ha anche le amministrative, si vota per il PARLAMENTO EUROPEO. L'Italia e ogni stato dell'UE elegge i propri membri all'interno del parlamento europeo, i quali sono in numero proporzionale alla popolazione residente, con alcuni 'correttivi' politici di poca entità. Tali correttivi sono stati fatti per dare rappresentanza o maggiore rilevanza a uno stato o all'altro ma sono poco influenti nella struttura complessiva del parlamento.  Qua l'infografica: http://www.elections2014.eu/it/news-room/infographics

COSA FA IL PARLAMENTO? Il parlamento europeo, secondo il Trattato UE, art. 14 ' esercita congiuntamente al Consiglio, la funzione legislativa e la funzione di bilancio. Esercita funzioni di controllo politico e consultive alle condizioni stabilite dei trattati. Elegge il presidente della Commissione.' 'Il Parlamento europeo è composto di rappresentanti dei cittadini dell'Unione. (..) I membri del parlamento europeo sono eletti a suffragio universale diretto, libero e segreto per un mandato di cinque anni.'

Il parlamento elegge il presidente della Commissione, la quale è in sostanza il governo dell'Unione. ' La Commissione promuove l'interesse generale dell'Unione e adotta le iniziative appropriate a tal fine. Vigila sull'applicazione dei trattati e delle misure adottate dalle istituzioni in virtù dei trattati . Vigila sull'applicazione del diritto dell'Unione sotto il controllo della Corte di giustizia dell'Unione europea. Dà esecuzione al bilancio e gestisce i programma. Esercita funzioni di coordinamento, di esecuzione e di gestione, alle condizioni stabilite dei trattati. Assicurala rappresentanza esterna dell'Unione, fatta eccezione per la politica estera e di sicurezza comune e per gli altri casi previsti dai trattati (...).'

Per la prima volta dalla nascita del parlamento europeo, stavolta  contestualmente all'indicazione dei membri per il parlamento, i partiti europei hanno indicato anche il loro candidato alla presidenza della Commissione. Ecco i profili in un articolo ben fatto: http://www.polisblog.it/post/222399/elezioni-europee-2014-candidati-presidente-commissione. Inoltre potete visitare i sit

i dei partiti europei qua riassunti con i programmi elettorali: http://www.elections2014.eu/it/european-political-parties

Tuttavia domenica non troverete PSE, PPE o altro sulla scheda elettorale ma i simboli che tradizionalmente sono in Italia: PD, Forza Italia, M5S, ecc. Le forze italiane sostengono con le altre forze nazionali un partito europeo e per conseguenza un candidato.

Bene, ora che avete almeno idea di cosa si vota, uno spottone per chi votare non ve lo evito. Con una premessa. Sinceramente questa campagna elettorale l'avrei preferita su tutt'altri temi: la globalizzazione, il ruolo dell'Europa nel conflitto ucraino, nella gestione dei flussi migratori, nel prevenire e considerare i cambiamenti climatici. Nulla, chissenefrega di quello che accade in america latina o in India, le nuove potenze mondiali ormai in via di consolidamento, se non altro per il numero della popolazione ( la Cina ormai la considero già potenza di per sé). Nulla. Stiamo a discutere se 80 euro sono mancia o se è una politica di redistribuzione, rincorriamo un pazzo che mi ricorda a livello storico i grandi autoritarismi: i processi in piazza o via web mi fanno venire la pelle d'oca, e mi fa ancora più schifo che racconti grandi minchiate, assolute balle, cifre a caso, nomi o reati sputati solo perché assonanti a livello fonico su persone che magari manco si sognano di averli commessi. Gridiamo di voler uscire dall'euro senza sapere che il giorno dopo un caffè costerebbe dalle 3000 lire alle 5000 e falliremmo nell'arco di due giorni. La rabbia c'è e la capisco, manca soprattutto il lavoro e una prospettiva di lungo respiro. Tuttavia mi sconcerta il fatto che stiamo a guardare magari il nostro orticello quando la prospettiva è sempre più internazionale e intrecciata agli eventi di altre nazioni e popoli. Vogliamo subire tutti i processi o vogliamo essere attivi e cogliere le opportunità e non solo gli svantaggi dei grandi cambiamenti? Difendiamo i dialetti, ci mancherebbe per carità, il bergamasco mi è caro, ma non ci rendiamo conto che con il bergamasco forse coltiveremo patate in cima all'Alben fra qualche anno mentre con l'inglese, lo spagnolo, l'arabo saremo in grado di aprire nuove rotte commerciali e magari di conseguenza aprire nuove fabbriche manifatturiere come siamo capaci noi in Italia. Altro esempio: gli sbarchi. Mi fanno schifo, e lo dico senza mezzi termini, coloro che pensano che gente che scappa dalla guerra o da situazioni di forte conflitto debbano morire preda delle acque e degli scafisti. Sono orgoglioso di uno stato che si indigna ogni qual volta muoiono vite umane, fosse anche solo una, in mezzo al mare. E mi indigna allo stesso modo che Germania e paesi nordici blocchino la direttiva che potrebbe aiutare l'Italia ad affrontare l'urgenza. Il problema non è affondare il barcone, magari pieno di siriani che scappano da una guerra civile fra terroristi islamici e un governo autoritario, il problema è chiedere che l'Europa si ricordi di avere un mare che dà su altre sponde. E non a caso l'unico che ha posto questo tema con forza a suo tempo è stato Prodi. E ancora: il tema del cibo e della terra. Pochi si stanno preoccupando come un aumento della popolazione e una diminuzione progressiva del terreno coltivabile, per i cambiamenti climatici e per la cementificazione, porterà nel tempo a un forte cambiamento dei nostri consumi alimentari. Dovremmo preoccuparci di dare vita a una politica di conservazione dell'agricoltura e di educazione all'alimentazione, di preservazione delle zone che in futuro diventeranno essenziali alla sopravvivenza. Penso in particolare le zone prealpine che a causa del cambiamento climatico diventeranno ben presto oggetto ambito per la coltivazione. 

In tutto ciò vedo una campagna elettorale basata da un parte sulla paura, sul rancore e la rabbia. Dall'altra una campagna in qualche modo della speranza, con al centro le cose che si dovrebbero fare e si stanno provando a fare. Domenica voterò convintamente PD, perché sta provando in qualche modo a dare una scrollata a questo paese e per una volta non solo a parole ma con fatti che stiamo valutando in queste settimane. Voterò convintamente inoltre per Brando Benifei, Alessia Mosca e Antonio Panzeri. Il primo perché è un ragazzo in gamba che conosco personalmente e che merita dopo tanto lavoro di avere possibilità di esprimere tutto il suo potenziale. La seconda perché è una donna in gamba e competente. Il terzo perché ha posto da tempo il problema del mediterraneo nella politica europea, uno dei pochi ad averlo fatto. 

NB: So per certo che gli elettori grillini sono diversi da Grillo e dalle sue sparate, e capisco pure la loro frustrazione per il lavoro mancante e per i continui scandali. Ma non posso perdonarvi il fatto che siate indulgenti con quelle esternazioni, con quel senso di settarismo, di distruzione dell'altro che può dare vita in futuro a cose più gravi che un titolo a triplo carattere in edicola. 


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