A proposito di Magris...

mercoledì 19 giugno 2013 01:29 / Serina e dintorni
Quando oggi ho visto come traccia Magris, mi sono rallegrato. Gran bella scelta per un autore veramente interessante. Peccato che però nelle scuole non lo si studi. Forse il ministero dovrebbe tenerne[...]

Quando oggi ho visto come traccia Magris, mi sono rallegrato. Gran bella scelta per un autore veramente interessante. Peccato che però nelle scuole non lo si studi. Forse il ministero dovrebbe tenerne conto di questo...

Detto ciò non ho potuto fare a meno di andarmi a riprendere gli appunti di un mio viaggio, il mio primo viaggio negli USA, durante il quale lessi proprio 'L'Infinito viaggiare'. Fu molto suggestivo, riporto alcuni stralci dei pensieri trascritti...

In viaggio da Las Vegas a Los Angeles, 12:45, 25/07/2009

Ho iniziato il libro di Magris ed è pazzesco. Ha il mio stesso modo di annotare i viaggi e spesso le associazioni di pensiero sono simili. Quando si parla di definizione della vita, credo anch'io che la vita deve essere di contrasto. Nessuno può sapere ciò che è realmente se non si è mai confrontato col mondo esterno.

E chi rimane appiccicato al mondo interno non è altro che un vigliacco 'La verità non esiste in interiore homine', ma nel mondo esterno.

Chi cerca il senso del mondo come me assomiglia a una mezza tacca di intellettuale patetico, che con un po' di negligenza e eclettismo, si dispera nella ricerca. Ma se non ce l'hanno fatta Kant e Nietzsche, come pretendo di poterlo fare io?

 

Tuttavia penso sia squisitamente umano cercare di dare un senso alla propria vita, fosse anche un nostro dovere oppure un atto dignitoso e disperato di suggerimento di senso.

Dentro/fuori, alto/basso, interno/esterno. Come far coincidere i contrari? Eppure è proprio questo l'equilibrio su cui si fonda il mondo, yin e yang.

Come non possono esistere uomini a tutto tondo, e diffidare di tali persone, così il mondo si regge su una continua lotta. Schopenhauer?

Metropolitana, 7:50 pm, Los Angeles, 25/07/2009

Bellissima oggi la frase di Magris nell'appunto su Grass e Berlino. La poesia non può andar oltre alla realtà per modificarla, finendo come in un mondo parallelo. Non ci si può rinchiudere a parlare di grandi ideali sperando che la realtà si aggreghi. Solo il fallimento di quello stesso slancio può far morire il seme e portare così di nuovo il frutto.

In viaggio Manhattan Beach, 26/07/2009

'Il terribile primato ebraico nella sofferenza subita e nella dignità con la quale essa è stata affrontata non ci autorizza a conferire agli ebrei il monopolio della sofferenza e della solidarietà. Essi sono il popolo eletto, un simbolo universale dell'umano, soltanto nella loro tragedia si sa leggere la tragedia di tutti se la solidarietà che si deve ad essi non si ferma ad essi, ma si estende al dolore di tutti, anche di chi non è capace di farne giungere il grido fino alle nostre orecchie'. Magris, 18/08/1982

 


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